Agire contro i cambiamenti climatici partendo dalla tua tavola

Attraverso una dieta sana e sostenibile possiamo contrastare i cambiamenti climatici e contenere il riscaldamento globale: scegliere cosa mangiare può fare la differenza, perché ogni alimento ha un’impronta sull’ambiente.

L’impronta del cibo


Che impatto hanno le nostre scelte alimentari sull’ambiente?


Ogni alimento ha un proprio ciclo di vita, che va dal campo alla tavola. L’industria alimentare utilizza risorse sempre più scarse, come la terra e l’acqua, ed emette inquinanti e gas ad effetto serra durante la produzione, la trasformazione, l’imballaggio, il trasporto, nonché la distribuzione all’ingrosso e al dettaglio dei cibi che consumiamo.


Ad esempio, la coltivazione delle materie prime destinate all’alimentazione umana o a diventare mangime negli allevamenti richiede un utilizzo più o meno intensivo acqua, fertilizzanti, agrofarmaci e gasolio per il funzionamento delle macchine agricole, e spesso è causa del disboscamento di vaste aree forestali. La rilevanza di questi fattori sull’impatto complessivo varia molto a seconda delle diverse colture, zone e tecniche colturali impiegate. Ad esempio, le materie prime coltivate fuori stagione hanno impatti maggiori dovuti all’utilizzo dell’energia necessaria per riscaldare le serre.

La trasformazione delle materie prime in prodotti finiti comporta l’utilizzo di acqua ed energia per far funzionare le linee produttive e per garantire l’eventuale refrigerazione dei prodotti. Più la filiera produttiva è complessa, e quindi la materia prima subisce lavorazioni e trasformazioni prima di arrivare al consumatore, più l’impatto cresce. Viceversa, un alimento che ha bisogno di lavorazioni minime, come un ortaggio o un frutto, avrà di norma un impatto minore.


Anche l’imballaggio dei prodotti finiti causa un impatto, legato alla produzione dell’imballaggio stesso e al suo smaltimento finale, che spesso richiede una gestione complessa e non sempre efficiente. Basti pensare che il 25% delle materie plastiche che finiscono nell’ambiente, inquinandolo, è costituito da imballaggi alimentari.

 

Infine, il trasporto dei prodotti confezionati dagli stabilimenti produttivi ai punti di distribuzione e vendita può avere un impatto più o meno grande a seconda del mezzo di trasporto utilizzato e del numero di chilometri percorsi. 


L’intero processo ha un forte impatto sull’ambiente, che diventa ancora più grave se il cibo prodotto e acquistato viene sprecato.


Tutte queste fasi del ciclo di vita dei prodotti alimentari costituiscono l’impronta del cibo. Si parla in particolare di:

impronta di carbonio (carbon footprint) per indicare le emissioni di gas ad effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici connesse alla produzione di un alimento, misurate in massa di CO2 equivalente;

impronta idrica (water footprint) per indicare la quantità e tipologia di acqua (dolce, piovana) utilizzata direttamente o indirettamente, persa o inquinata lungo le diverse fasi della filiera produttiva di un alimento, misurata in litri o metri cubi;

impronta ecologica (ecological footprint) per indicare la superficie di terra o mare necessaria per fornire le risorse e assorbire le emissioni associate alla produzione di un alimento, misurata in metri quadri o ettari globali.  




Scegli cosa mangiare per salvare la Terra


Per adottare una dieta sostenibile ogni giorno, è possibile seguire alcuni consigli chiave.


1. Non tutti i cibi hanno la stessa impronta sull’ambiente, ossia lo stesso impatto. Scegliere cibi a basso impatto di carbonio e a basso impatto idrico come verdura, legumi, frutta e cereali integrali e limitare il consumo di prodotti di origine animale come carne rossa e formaggi, può contribuire a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e a proteggere le risorse idriche.

2. I cibi a basso impatto hanno un effetto benefico anche sulla nostra salute. Questi cibi, infatti, non fanno bene solo alla Terra, ma anche alla nostra salute e longevità perché permettono di seguire una dieta più bilanciata.

3. Ridurre gli sprechi a tavola significa ridurre l’impatto di ciò che è stato inutilmente prodotto. Acquistare solo i cibi necessari, conservarli adeguatamente, controllare le scadenze e preparare il cibo nelle giuste quantità significa eliminare l’impatto del cibo non consumato, che sarebbe diventato quindi un rifiuto.

4. Scegliere cosa comprare e come cucinare permette di ridurre l’utilizzo e lo spreco di risorse e materiali. Scegliere cibi con pochi o nessun imballaggio significa ridurre l’uso, e quindi l’eliminazione, di materiali come plastica, carta, cartone e vetro. Anche il modo in cui scegliamo di cucinare i cibi può contribuire a salvaguardare risorse, ad esempio attraverso la riduzione dell’acqua utilizzata.

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